Era sempre stato attratto dalle fiere.

Lo affascinava la capacità di quegli uomini di costruire il tutto dal niente.

Di creare il pieno dal vuoto.

Di dare un’anima al nulla.

Di ricreare il nulla.

Con professionale distacco.

La fiera come precarietà dell’essere.

Forse.

Una transumanza di persone, cose e sogni.

Persone splendide e splendenti.

Tutti con la cravatta, gli uomini.

Belle gambe e seni improbabili, le donne.

Fanno bella mostra di sé.

Tutto effimero come il business.

Vincere o perdere.

Tutto o niente.

Esistere o non esistere.

Adrenalina o depressione.

Anche la fiera è bipolare.


Foto e testi di Andrea Dell’Orto

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