Non aveva mai letto con piacere.

Lo aveva fatto per dovere, ai tempi della scuola.

Di quelle letture, solo vaghi ricordi.

Non andava mai oltre la seconda riga senza distrarsi.

Pensieri, idee, ragionamenti, sogni.

La testa ovunque, ma non lì.

Finchè i libri iniziarono ad incuriosirlo.

Inconsciamente.

Se ne sentiva attratto.

Non era lui a sceglierli.

Erano i libri giusti che si offrivano a lui.

In un gesto d’amore.

Le copertine come sirene.

Il formato e la carta facevano il resto

Erano pochi i libri che terminava.

Li avrebbe letti fino a trovare quello che stava cercando.

Quella domanda per cui il libro aveva scelto proprio lui.

Non gli interessava la forma.

Non gli interessava lo stile.

Sottolineava e annotava.

Le pagine come un campo di battaglia.

Sottolineature sempre più evidenti.

Il cerchio che si stringeva attorno ad un senso.

A quella domanda vitale che cercava.

Inconsciamente.

Trovata!

Da lì in poi, il nulla.

Il libro solo carta e inchiostro.

Abbandonato a se’ stesso.

Lo avrebbe datato, siglato e riposto.

Come al camposanto.

L’anima di qua, il corpo di là.

Un’altra anima rubata ad un altro libro.

La sua vita che si arricchiva.


Foto e testi di Andrea Dell’Orto

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