Non aveva mai tempo per nulla di diverso.

Non immaginava più scenari altri.

Vittima di rassicuranti alibi.

Imbrigliato in quella insana zona di comfort.

Che poi, comfort non era.

Come lui, il Paese.

Infiniti elenchi di cose da migliorare.

Progetti e desideri chiusi nel cassetto.

Di cui non cercava più la chiave.

Ne’ lui, ne’ il Paese.

Il proprio destino segnato.

Impossibile cambiarlo.

Non lo credeva fino in fondo.

Ma se ne stava convincendo.

Per sfinimento.

Con lui, l’intero Paese.

Era l’abitudine alla rassegnazione.

Autoassoluzione.

Deresponsabilizzazione.

Personale e collettiva.

Ci pensò un virus a cambiare la prospettiva.

Un nuovo diluvio universale.

Un dramma per molti.

Un’opportunità per qualcuno.

Un nuovo rinascimento alle porte.

Per chi l’avesse saputo vedere.

Per lui, per il suo Paese.

Nulla più come prima.

Una amnistia urbi et orbi.

Un “liberi tutti” da benedire.

Un’opportunità unica.

Per guardare al passato senza giudizi.

Per gettare le maschere.

Per tornare a essere veri.

Onesti.

Erano davanti ad una svolta.

Lui, il suo Paese, il mondo.

Un nuovo Rinascimento.

Presente, gridò.


Foto e testi di Andrea Dell’Orto

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