Andrea Dell'Orto

Consulenza marketing e comunicazione per le PMI.

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"Noi siamo quello che facciamo ripetutamente.
Perciò l'eccellenza non è un'azione, ma un'abitudine."

Aristotele

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Mi chiamo Andrea Dell’Orto, sono nato nel 1974, sono un consulente aziendale, mi occupo di marketing e di comunicazione.

Collaboro principalmente con microimprese e PMI e negli ultimi anni ho operato prevalentemente nel settore dell'edilizia sostenibile e dell'efficienza energetica.

Ho una forte curiosità intellettuale e ciò che mi circonda è spesso fonte di ispirazione. L’abilità sta nel collocare ciò che è utile nel posto giusto al momento giusto.

Mi definisco un decatleta del marketing, macino idee a livello agonistico.

Ho iniziato a scrivere e a fare fotografie per hobby e ho capito, nel tempo, di avere tra le mani due straordinari strumenti di lavoro, utilissimi nel marketing.

Concretezza, adattamento e capacità di alternare la visione globale a quella selettiva sono aspetti del mio approccio professionale, caratterizzato da interventi e collaborazioni mirate alla concretezza e alla coerenza delle strategie e dei progetti intrapresi.

Per i miei clienti sono all'occorrenza un facilitatore o un "red teamer", un avvocato del diavolo.

Breve Anti CV
La scelta di iscrivermi al Diploma Universitario in Statistica dopo il liceo scientifico fu dettata dall’essere tra le poche discipline a non avere il numero chiuso e questo mi permise di non dover interrompere il mio lavoro estivo da bagnino al mare. Durante tutto il percorso universitario contribuii al mantenimento agli studi lavorando d’estate in piscina o al mare e d’inverno come benzinaio. Pur non avendo poi mai lavorato nel settore statistico, questi studi mi hanno permesso di maturare una buona capacità di analisi e sintesi dei fenomeni. Ancor più importanti si rivelarono i lavori fatti in quegli anni, che mi obbligarono ad avere relazioni con il pubblico e a mettere in discussione la mia timidezza.
Il lavoro di tesi svolto sui Sistemi Qualità ISO9000 mi permise di trovare subito lavoro come consulente nel settore della qualità. Da questa esperienza ho maturato strumenti di analisi e di conoscenza dei processi e delle dinamiche aziendali a tutti i livelli, competenze che tornarono utili in tutte le esperienze di lavoro successive
Ed eccomi alla prima esperienza da dipendente, in una azienda famigliare mediamente strutturata. Assunto come Product Manager di una linea di prodotti elettronici per l’industria, per la prima volta di una lunga serie, mi dovetti rimettere in gioco, studiando per capire qualcosa di elettronica e di quel mercato. Perché me ne andai? Perché nelle PMI di quel tipo non vi sono molti margini di crescita personale e aziendale.
Qui presi una bella cantonata! Perché? Perché mi volli convincere di qualcosa che non era reale. La voglia di trovare un’alternativa all’azienda precedente mi portò a sovrastimare le prospettive offerte da un’azienda di dimensioni più piccole della precedente e ancor meno strutturata. Frustrazioni, stress negativo e insoddisfazione mi portarono ad andarmene dopo pochi mesi. Cosa imparai? Che è meglio non fare scelte nel bel mezzo di una bufera emotiva, se non le sai gestire.
Facendo di necessità virtù, aprii una PIVA come consulente di marketing e comunicazione, collaborando anche con alcune agenzie di comunicazione e aziende, maturando l’arte della gestione dei progetti e della collaborazione multidisciplinare. In quel periodo sperimentai il piacere di trasmettere la mia esperienza e le mie conoscenze agli studenti dei corsi di marketing e comunicazione organizzati da enti di formazioni lombardi. Anni dopo mi sono accorto che questa esperienza fu propedeutica a attività di public speaking ben più impegnative, che mi sarei poi trovato ad affrontare.
L’attività di consulenza mi portò a conoscere l’azienda in cui ancora lavoro, prima come collaboratore esterno e poi come dipendente. Che cosa fece scattare il colpo di fulmine? L’amore per il materiale trattato, il sughero, che rappresenta appieno i valori in cui credo: essere sé stessi senza bisogno di mentire. La voglia di rilanciare un’azienda in crisi di identità e destrutturata, basandomi su questa empatia con il prodotto mi fece accettare la sfida. A distanza di 6 anni, posso dire che la sfida è stata vinta, puntando sui rapporti umani, trasmettendo la mia stessa passione e ottenendo fidelizzazione. Ho avuto il piacere di incontrare persone di un livello culturale e umano unico, che mi hanno permesso di non arrendermi anche davanti alle difficoltà. Ho imparato la responsabilità del ruolo di “comando” e mi sono messo in gioco nella gestione di gruppi di lavoro, sia a livello commerciale che tecnico. Due le cose che mi rendono più orgoglioso: essere diventato un apprezzato oratore ed aver meritato il rispetto anche dei tecnici più “tosti” in un mercato che non conoscevo.
La passione per la fotografia e il costante lavoro personale di ricerca alla scoperta dell’uomo mi hanno portato ad esplorare il mondo della fotografia di matrimonio. Anche questa esperienza mi ha restituito la certezza che l’empatia e la capacità di costruire relazioni umane sono gli elementi distintivi per eccellere come persona e nelle professioni.
A seguito di un episodio di burn-out, non colto per tempo, ho deciso che era giunto il momento di fare un altro gradino nella mia crescita personale, iniziando un percorso di mental coaching. L’obiettivo? Migliorare le mie performance lavorative, la gestione dello stress e dare struttura alle abilità di gestione delle relazioni umane, per farmi trovare pronto al prossimo cambiamento, facendo mia la citazione di Albert Einsten “I problemi che abbiamo non possono essere risolti allo stesso livello di pensiero che li ha generati”.
Quanto sopra ha avuto come conseguenza la riduzione a part-time del rapporto di lavoro dipendente in essere e la riapertura di una posizione da consulente, per essere libero di diversificare e attivare nuovi rapporti di collaborazione sul mercato.

Dopo anni dedicati esclusivamente alla fotografia, ho sentito il bisogno di iniziare a scrivere, esplorando un nuovo linguaggio per comunicarmi.

L'ho fatto in modo naturale, cogliendo la suggestione di un attore che impersonava Charlie Chaplin a Convet Garden, nel luglio 2019.

La voglia di raccontare quelle sensazioni provate nel vederlo e nel fotografarlo, ha fatto nascere in me il desiderio di raccontarlo anche per iscritto.

E' nato così "Il blog Dell'Orto: pensieri a chilometri zero", che cerco di tenere vivo ed aggiornato.

Ho sempre vissuto con affetto e senso di condivisione la frase che Jep Gambardella recita nel film "La grande bellezza": "La più sorprendente scoperta che ho fatto subito dopo aver compiuto sessantacinque anni è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare!"

Ritengo che iniziando ad applicarla a 45 anni, potrei guadagnare 20 anni di vita soddisfacente, rispetto a Jep.

Guidato da questa suggestione, mi sono lasciato muovere dalle sensazioni positive, selezionando persone, nuove storie e collaborazioni.

Ed è con questo approccio che ho accettato di far parte del progetto Home, Health & Hi-Tech e di avviare una collaborazione con Spazi Inclusi, service giornalistico gestito dalla giornalista Maia Chiara Voci.

Grazie alle competenze sviluppate in merito ai temi della salubrità e dei materiali naturali in edilizia, ho potuto portare la mia esperienza, collaborando alla redazione dello Speciale di CasaNaturale dal titolo "Vivere in una CASA SANA al tempo del coronavirus".

La cover story sul numero luglio-agosto 2020 di CasaNaturale, dedicata all'edilizia in legno, è stata curata da me e da Maria Chiara Voci.

 

Incuriosito dal progetto Home, Health & Hi-Tech, ideato dalla amica e giornalista Maria Chiara Voci, sono entrato senza indugio a fare parte di questo nuovo gruppo di lavoro.

La salubrità degli ambienti costruiti, il tema del benessere dell'uomo, la relazione tra uomo e architettura e quello della sostenibilità sono l'oggetto delle attività di HHH, che si pone l'obiettivo di fare formazione, informazione e sensibilizzazione su questi argomenti, parlando ad un pubblico misto di medici e tecnici dell'edilizia.

Oltre a collaborare con altri professionisti della comunicazione nella gestione del progetto, insiema a Maria Chiara ho iniziato un'attivià di moderazione di eventi tematici della serie Klimahouse Connects, che periodicamente organizziamo e gestiamo insieme a Friera Bolzano.

Un'esperienza nuova e stimolante che mi ha proiettato fuori dalla mia zona di comfort della consulenza marketing e comunicaizone.

La relazione costante con architetti, esperti, medici e ricercatori, è un grande e inaspettato stimolo di crescita umana e professionale.

E il divertimento non manca!